ESPORTARE CON SUCCESSO NEGLI STATI UNITI

Gli Stati Uniti importano dalla Germania fino al 29 % di prodotti alimentari. L’Italia è ferma soltanto al 20%. Questo perchè non riesce a sfruttare appieno il mercato americano che potrebbe tranquillamente offrire opportunità molto concrete a tantissime imprese italiane.

Esportare e vendere i propri prodotti negli Stati Uniti è più semplice rispetto a Paesi come la Cina o la Russia. Gli USA hanno un sistema politico e giuridico stabile ed imparziale con regole certe, una burocrazia snella e veloce, ed infrastrutture, trasporti e servizi sviluppati. Nonostante tutto ciò, molte aziende italiane non riescono ad esportare negli Stati Uniti.

 

GLI ATTEGGIAMENTI DA EVITARE

 

shutterstock_577904680Il problema principale è legalo all’atteggiamento mentale, troppo pessimista. In Italia moltissime aziende vorrebbero approcciare il mercato statunitense ma sono “bloccate”. Alcune non sanno come fare, non sanno a chi rivolgersi, altre sono spaventate da questo mercato americano, il più grande del mondo, e pensano di non farcela. Di conseguenza c’è chi mette in stand-by il progetto, l’idea intanto c’è poi si vedrà più avanti, chi lo rimanda di un anno o due, giusto per vedere se cambia qualcosa, intanto si prende tempo, e chi abbandona definitivamente il progetto, l’idea del sogno americano, troppo bello e impossibile da realizzare e allora perché rischiare? Perché provarci?

Ma al giorno d’oggi non ci si può più permettere perdere questa opportunità. In Italia l’economia è ferma da anni, infrastrutture e servizi sono trascurati e la disoccupazione sta toccando i massimi storici. Non sembra esattamente il Paese adatto su cui investire i proprio risparmi!

Chi si affaccia invece per la prima volta agli Stati Uniti, molto spesso non tiene in considerazione le dimensioni del mercato americano e gestisce il rapporto non come un investimento ma come una semplice attività di vendita come fa in Italia con il suo agente di commercio o con il dettagliante in città. Le dimensioni del mercato americano impongono all’intermediazione un modo di agire diverso da quello a cui si è abituati in Italia. I rischi e logicamente anche le possibilità di guadagno sono molto più alti. Alta è anche la concorrenza e la quantità di prodotti in commercio che attirano l’attenzione del consumatore. Ecco che la logistica diventa un elemento cruciale che può fare la differenza tra il successo e un clamoroso fallimento.

E’ quindi indispensabile pianificare l’ingresso nel mercato statunitense. Calcolare con precisione le risorse da destinare al progetto, umane ma soprattutto finanziarie, che permettano nel lungo periodo, il ritorno dell’investimento.

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